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Crepuscolo degli idoli ovvero Come si filosofa col martello /

by Nietzsche, Friedrich Wilhelm (Friedrich Wilhelm) [aut]; Masini, Ferruccio [trl]; Montinari, Mazzino [aui].
Material type: materialTypeLabelBookSeries: Piccola biblioteca Adelphi: 154; Opere complete di F. Nietzsche. Classici Adelphi: 6.3Publisher: Milano : Adelphi, 2016Edition: 14. ed.Description: 184 p. ; 18 cm.ISBN: 8845905438; 9788845905438.Uniform titles: Götzen-Dämmerung : oder Wie man mit dem Hammer philosophirt. Italian.Subject(s): Philosophy, Modern | Philosophy, German
Translation of:
Götzen-Dämmerung : oder Wie man mit dem Hammer philosophirt
Summary: Il "Crepuscolo degli idoli" appartiene a quei mesi brucianti del 1888 che videro l’ultima fioritura degli scritti di Nietzsche. In questo libretto leggero, sinuoso, acuminato Nietzsche sembra cercare una pausa di temibile «ozio», un respiro all’interno della laboriosa formazione della sua grande opera incompiuta: la «Trasvalutazione». È un gioco guerresco, teatrale, che vuole aggirare, auscultare e rovesciare tutti quegli «idoli» che accompagnano la nostra storia. Il Nietzsche che qui racchiude in una abbagliante parabola la millenaria vicenda attraverso la quale «il mondo vero divenne favola» è lo stesso che, superata la soglia iniziatica nella sua critica della décadence, ne annuncia la conclusione paradossale: che l’unica critica adeguata della décadence è quella che ci obbliga ad «andare avanti, voglio dire un passo dopo l’altro più in là nella décadence».
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Location Call number Status Date due
193 N677.cre (Browse shelf) Available

Il "Crepuscolo degli idoli" appartiene a quei mesi brucianti del 1888 che videro l’ultima fioritura degli scritti di Nietzsche. In questo libretto leggero, sinuoso, acuminato Nietzsche sembra cercare una pausa di temibile «ozio», un respiro all’interno della laboriosa formazione della sua grande opera incompiuta: la «Trasvalutazione». È un gioco guerresco, teatrale, che vuole aggirare, auscultare e rovesciare tutti quegli «idoli» che accompagnano la nostra storia. Il Nietzsche che qui racchiude in una abbagliante parabola la millenaria vicenda attraverso la quale «il mondo vero divenne favola» è lo stesso che, superata la soglia iniziatica nella sua critica della décadence, ne annuncia la conclusione paradossale: che l’unica critica adeguata della décadence è quella che ci obbliga ad «andare avanti, voglio dire un passo dopo l’altro più in là nella décadence».