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Attivismo della corte di giustizia e res iudicata : abbattute le colonne d'Ercole? /

by Favara, Emanuela (Emanuela Antonia) [aut]; Bettetini, Andrea [ths]; Pedrazzi, Marco [opn].
Material type: materialTypeLabelBookPublisher: Catania : Scuola Superiore di Catania, 2015Description: 185 p. ; 24 cm.Subject(s): Private law, -- ItalyOnline resources: Abstract
Contents:
Introduzione -- (In)tangibilità del giudicato nazionale. Un assioma apparente? -- La responsabilità dello Stato per la violazione del diritto dell'Unione Europea -- Corte di Giustizia e res iudicata: cronaca di un blando travolgimento -- Considerazioni finali -- Bibliografia alfabetica --
Dissertation note: Tesi di diploma (corsi di laurea a ciclo unico) per la Classe delle Lettere e delle Scienze Sociali Diploma (corsi di laurea a ciclo unico) Scuola Superiore di Catania, Catania, Italy 2015 A.A. 2014/2015 Abstract: In questo studio, l'Autore si sofferma sulla questione dei rapporti tra diritto nazionale e diritto dell’Unione europea, attraverso una analisi delle posizioni di giurisprudenza e dottrina in merito ai principi di intangibilità del giudicato, certezza del diritto ed effettività delle tutele. In particolare, a partire dal principio della responsabilità dello Stato per la violazione del diritto dell’Unione europea - attraverso l’analisi dei peculiari casi Francovich (C-6/90), Brasserie du pêcheur (C-46/93) e Köbler (C-224/01) - l'Autore dimostra come l'incisività della giurisprudenza della Corte di Giustizia sulla autonomia degli Stati membri sia influenzata dallo scopo di garantire l’effettività del diritto dell’Unione europea all'interno dei confini degli stessi, pur non invadendo i principi fondamentali della sovranità statale. L'Autore, dunque, considera il riconoscimento dell’illecito eurocomunitario a carico dello Stato una forma di risarcimento per equivalente per i cittadini, a fronte dell'impossibilità di garantirne uno in forma specifica, scardinando manifestazioni di volontà, pur contrarie al diritto dell’Unione, ormai definitive all’interno degli Stati membri. Acclarata l'influenza del diritto dell’Unione europea (anche attraverso le pronunce dei giudici di Lussemburgo) in spazi tradizionalmente riservati all’autonomia procedurale degli Stati membri, l'Autore si concentra sul principio di intangibilità della res iudicata, tentando di dimostrare la sua resistenza a spinte esterne, che vorrebbero, ad ogni costo, la disapplicazione del diritto nazionale contrastante con il diritto dell'Unione europea. Nel corso di una disamina delle pronunce Eco Swiss (C- 126/97), Kühne and Heitz (C-453/00), Kapferer (C-234/04), Lucchini (C-119/05), Fallimento Olimpiclub (C-2/08) e Pizzarotti (C-213/13), relative alle sorti di un giudicato contrario al diritto dell’Unione, l'Autore tenta di dimostrare come il principio di intangibilità del giudicato non sia stato destituito di fondamento dalla Corte di Giustizia, bensì, al massimo, riadattato, ai fini di un suo inserimento coerente nella nuova prospettiva costituzionale europea.Abstract: In this work the Author examines the problem of the relationship between national law and European Union law, by analysing the position of doctrine and jurisprudence about the principles of legal certainty and effectiveness of judgement. Starting from the study of the principle of State liability for the breaches of European Union Law - by the analysis of the relevant cases Francovich (C-6/90), Brasserie du pêcheur (C-46/93) and Köbler (C-224/01) - the Author shows how the ECJ's approach to national autonomy is influenced by the aim to guarantee the effectiveness of the European Union law inside Member States' borders. Then, the Author explains some important aspects related to the analysed cases and focuses in particular on the formal and substantial judgments' issues. Given the progressive intrusion of the European Union law (through Court’s of Justice judgments) in the spaces traditionally reserved to the autonomy of Member States, the Author focuses on the principle of res iudicata and on its strength against the principle of disapplication of national law when contrasting with European Union law. By the analysis of the relevant cases Eco Swiss (C-126/97), Kühne and Heitz (C-453/00), Kapferer (C-234/04), Lucchini (C-119/05), Fallimento Olimpiclub (C-2/08) and Pizzarotti (C-213/13), the Author tries to show that the principle of res iudicata has not been bypassed by the Court of Justice, but, at most, reformulated as to be in line with the new European constitutional order.
List(s) this item appears in: Tesi di Laurea, Diploma, Dottorato, Master
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Location Call number Copy number Status Date due
Sala B : Armadio Tesi THS_2015 346.45 F272 (Browse shelf) 1 Available
Sala B : Armadio Tesi THS_2015 346.45 F272 (Browse shelf) 2 Available

Tesi di diploma (corsi di laurea a ciclo unico) per la Classe delle Lettere e delle Scienze Sociali Diploma (corsi di laurea a ciclo unico) Scuola Superiore di Catania, Catania, Italy 2015 A.A. 2014/2015

Includes bibliographical references (p. 177-185) and index.

Introduzione -- (In)tangibilità del giudicato nazionale. Un assioma apparente? -- La responsabilità dello Stato per la violazione del diritto dell'Unione Europea -- Corte di Giustizia e res iudicata: cronaca di un blando travolgimento -- Considerazioni finali -- Bibliografia alfabetica --

Tesi discussa il 14/12/2015.

In questo studio, l'Autore si sofferma sulla questione dei rapporti tra diritto nazionale e diritto dell’Unione europea, attraverso una analisi delle posizioni di giurisprudenza e dottrina in merito ai principi di intangibilità del giudicato, certezza del diritto ed effettività delle tutele. In particolare, a partire dal principio della responsabilità dello Stato per la violazione del diritto dell’Unione europea - attraverso l’analisi dei peculiari casi Francovich (C-6/90), Brasserie du pêcheur (C-46/93) e Köbler (C-224/01) - l'Autore dimostra come l'incisività della giurisprudenza della Corte di Giustizia sulla autonomia degli Stati membri sia influenzata dallo scopo di garantire l’effettività del diritto dell’Unione europea all'interno dei confini degli stessi, pur non invadendo i principi fondamentali della sovranità statale. L'Autore, dunque, considera il riconoscimento dell’illecito eurocomunitario a carico dello Stato una forma di risarcimento per equivalente per i cittadini, a fronte dell'impossibilità di garantirne uno in forma specifica, scardinando manifestazioni di volontà, pur contrarie al diritto dell’Unione, ormai definitive all’interno degli Stati membri. Acclarata l'influenza del diritto dell’Unione europea (anche attraverso le pronunce dei giudici di Lussemburgo) in spazi tradizionalmente riservati all’autonomia procedurale degli Stati membri, l'Autore si concentra sul principio di intangibilità della res iudicata, tentando di dimostrare la sua resistenza a spinte esterne, che vorrebbero, ad ogni costo, la disapplicazione del diritto nazionale contrastante con il diritto dell'Unione europea. Nel corso di una disamina delle pronunce Eco Swiss (C- 126/97), Kühne and Heitz (C-453/00), Kapferer (C-234/04), Lucchini (C-119/05), Fallimento Olimpiclub (C-2/08) e Pizzarotti (C-213/13), relative alle sorti di un giudicato contrario al diritto dell’Unione, l'Autore tenta di dimostrare come il principio di intangibilità del giudicato non sia stato destituito di fondamento dalla Corte di Giustizia, bensì, al massimo, riadattato, ai fini di un suo inserimento coerente nella nuova prospettiva costituzionale europea.

In this work the Author examines the problem of the relationship between national law and European Union law, by analysing the position of doctrine and jurisprudence about the principles of legal certainty and effectiveness of judgement. Starting from the study of the principle of State liability for the breaches of European Union Law - by the analysis of the relevant cases Francovich (C-6/90), Brasserie du pêcheur (C-46/93) and Köbler (C-224/01) - the Author shows how the ECJ's approach to national autonomy is influenced by the aim to guarantee the effectiveness of the European Union law inside Member States' borders. Then, the Author explains some important aspects related to the analysed cases and focuses in particular on the formal and substantial judgments' issues. Given the progressive intrusion of the European Union law (through Court’s of Justice judgments) in the spaces traditionally reserved to the autonomy of Member States, the Author focuses on the principle of res iudicata and on its strength against the principle of disapplication of national law when contrasting with European Union law. By the analysis of the relevant cases Eco Swiss (C-126/97), Kühne and Heitz (C-453/00), Kapferer (C-234/04), Lucchini (C-119/05), Fallimento Olimpiclub (C-2/08) and Pizzarotti (C-213/13), the Author tries to show that the principle of res iudicata has not been bypassed by the Court of Justice, but, at most, reformulated as to be in line with the new European constitutional order.

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