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Galassie ospitanti buchi neri massivi ad alto redshift /

by Cielo, Salvatore [aut]; Antonuccio-Delogu, Vincenzo [ths].
Material type: materialTypeLabelBookPublisher: Catania : Scuola Superiore di Catania, 2009Description: 123 p. : ill. ; 30 cm.Subject(s): Cosmology -- Mathematical models | Black holes (Astronomy) -- Mathematics
Contents:
Introduzione -- Struttura a grande scala dell'Universo -- Le simulazioni cosmologiche N-body -- Weak Gravitational Lensing -- Funzioni di massa e momento angolare -- Conclusioni e studi futuri -- Appendice A : Cenni di cosmologia : il modello Friedmann-Robertson-Walker (FRW) -- Appendice B : Il formalismo di Press e Schechter e alcune sue varianti -- Appendice C : Il teorema di Cramér -- References.
Dissertation note: Tesi di diploma di 1° livello per la Classe delle Scienze Sperimentali Diploma di 1° livello Scuola Superiore di Catania, Catania, Italy 2009 A.A. 2008/2009 Abstract: La rilevazione di Quasi Stellar Objects (QSOs) ad un redshift $z\sim 6.7$, quando l'Universo aveva circa un'età di soli 800 Myr (secondo il modello cosmologico standard $\Lambda$-Cold Dark Matter), pone una sfida ai nostri attuali modelli di Nuclei Galattici Attivi (AGNs) e formazione di galassie. Anche nei modelli in cui Buchi Neri massivi (MBHs) si formano prima o in contemporanea ai bulge delle loro galassie ospite è difficile conciliare le osservazioni delle elevate masse stellari con il tempo relativamente breve necessario alla loro formazione. Abbiamo eseguito due simulazioni a grande risoluzione dell'evoluzione della Struttura a Grande Scala (LSS) del nostro Universo, con lo scopo di determinare quantitativamente l'evoluzione iniziale delle galassie che oggi ospitano buchi neri massivi ($M_{BH} \geq 10^8 M_\odot$). Esse sono state eseguite in box di 70 ed 85 h$^{-1}$Mpc, impiegando rispettivamente 512 milioni ed 1 miliardo di particelle, ottenendo quindi una risuluzione in massa di circa $10^7 M_\odot$. Usando questa tecnica, siamo stati in grado di risolvere oltre 3500 aloni protogalattici già ad un redshift $z\sim23.5$. Abbiamo quindi seguito l'evoluzione di questi precursori galattici fino all'epoca attuale, riuscendo quindi a tracciare la crescita di BHs molto massivi. Grazie all'estesa statistica di cui disponiamo siamo in grado, per la prima volta, di analizzare se l'ambiente (ammassi, campo o vuoti) ha un ruolo nel modellare la funzione di massa dei MBHs e se esso è connesso con la bimodalità scoperta dalle survey SDSS, 2dF, e 6dF.
List(s) this item appears in: Tesi di Laurea, Diploma, Dottorato, Master
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Location Call number Copy number Status Date due
Sala B : Armadio Tesi THS_2009 523.1 C569 (Browse shelf) 1 Available
Sala B : Armadio Tesi THS_2009 523.1 C569 (Browse shelf) 2 Available

Tesi di diploma di 1° livello per la Classe delle Scienze Sperimentali Diploma di 1° livello Scuola Superiore di Catania, Catania, Italy 2009 A.A. 2008/2009

Includes bibliographical references (p. 117-123).

Introduzione -- Struttura a grande scala dell'Universo -- Le simulazioni cosmologiche N-body -- Weak Gravitational Lensing -- Funzioni di massa e momento angolare -- Conclusioni e studi futuri -- Appendice A : Cenni di cosmologia : il modello Friedmann-Robertson-Walker (FRW) -- Appendice B : Il formalismo di Press e Schechter e alcune sue varianti -- Appendice C : Il teorema di Cramér -- References.

Tesi discussa il 20/11/2009.

La rilevazione di Quasi Stellar Objects (QSOs) ad un redshift $z\sim 6.7$, quando l'Universo aveva circa un'età di soli 800 Myr (secondo il modello cosmologico standard $\Lambda$-Cold Dark Matter), pone una sfida ai nostri attuali modelli di Nuclei Galattici Attivi (AGNs) e formazione di galassie. Anche nei modelli in cui Buchi Neri massivi (MBHs) si formano prima o in contemporanea ai bulge delle loro galassie ospite è difficile conciliare le osservazioni delle elevate masse stellari con il tempo relativamente breve necessario alla loro formazione. Abbiamo eseguito due simulazioni a grande risoluzione dell'evoluzione della Struttura a Grande Scala (LSS) del nostro Universo, con lo scopo di determinare quantitativamente l'evoluzione iniziale delle galassie che oggi ospitano buchi neri massivi ($M_{BH} \geq 10^8 M_\odot$). Esse sono state eseguite in box di 70 ed 85 h$^{-1}$Mpc, impiegando rispettivamente 512 milioni ed 1 miliardo di particelle, ottenendo quindi una risuluzione in massa di circa $10^7 M_\odot$. Usando questa tecnica, siamo stati in grado di risolvere oltre 3500 aloni protogalattici già ad un redshift $z\sim23.5$. Abbiamo quindi seguito l'evoluzione di questi precursori galattici fino all'epoca attuale, riuscendo quindi a tracciare la crescita di BHs molto massivi. Grazie all'estesa statistica di cui disponiamo siamo in grado, per la prima volta, di analizzare se l'ambiente (ammassi, campo o vuoti) ha un ruolo nel modellare la funzione di massa dei MBHs e se esso è connesso con la bimodalità scoperta dalle survey SDSS, 2dF, e 6dF.

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