Fornasari, Gabriele, 1958-

Giustizia di transizione e diritto penale / Gabriele Fornasari. - Torino : Giappichelli, 2013. - xiii, 229 p. ; 23 cm. - Itinerari di diritto penale ; 67. . - Dolcini, E. (direttore della collana) ; Fiandaca, G. (direttore della collana) ; Musco, E. (direttore della collana) ; Padovani, T. (direttore della collana) ; Palazzo, F. (direttore della collana) ; Sgubbi, F. (direttore della collana). . - Itinerari di diritto penale ; 67. .

"Il lavoro si propone l'obiettivo di analizzare l'influsso esercitato su alcune importanti categorie del diritto penale dai processi nei quali si è celebrata la cosiddetta giustizia di transizione, ovvero nei quali, dopo la restaurazione di regimi democratici, sono stati sottoposti a giudizio penale, in tempi e luoghi diversi, soggetti che erano accusati di gravi crimini contro l'umanità in precedenti periodi storici caratterizzati da sistemi politici dittatoriali o comunque repressivi di diritti fondamentali. Dopo un inquadramento storico che prende le mosse da esperienze dell'antica Grecia, l'attenzione viene focalizzata sulle vicende di vari paesi in cui hanno avuto luogo in tempi più recenti, con modalità molto diverse, cambiamenti di regime in seguito ai quali si è posta la questione di incriminare i supposti autori di tali crimini, analizzando i modelli molto differenziati che sono stati adottati, da quelli nei quali il diritto penale non ha avuto alcun ruolo (come la Spagna post-franchista), a quelli in cui ha avuto un ruolo da protagonista (come la Germania dopo la riunificazione), passando per quelli nei quali la leva penale è stata accompagnata dall'utilizzo di meccanismi di riconciliazione (come nel Sudafrica post-apartheid). Un'attenzione particolare viene dedicata prima alle vicende dell'Italia post-fascista e poi alle recenti esperienze dell'America Latina (Argentina, Cile, Perù, Uruguay, Brasile), dove negli ultimi anni, soprattutto sotto l'impulso della Corte Interamericana per i diritti umani e quindi in base a principi propri del diritto penale internazionale, si è avuta una intensa attività repressiva nei confronti di ex-dittatori o comunque di soggetti che avevano avuto parte in attività di compressione di diritti umani, o dove il conflitto è ancora in corso e si cerca di risolverlo con strumenti diversi dal diritto penale (Colombia). Il centro dell'analisi, prendendo spunto da queste esperienze, viene dedicato alla valutazione dell'impatto dei processi di transizione su alcuni principi classici del diritto penale liberale. In particolare, si discute se sia davvero raccomandabile il rifiuto dell'utilizzo di amnistie o di altri strumenti di riconciliazione e riparazione come alternativa a perseguire penalmente, come imposto dalle Corti internazionali; se sia legittimo cancellare gli effetti della prescrizione del reato con effetti retroattivi; in che misura si possano qualificare come reati, sulla base di norme incriminatrici entrate in vigore dopo la realizzazione dei fatti, comportamenti tenuti durante i periodi storici dittatoriali o negare, sempre retroattivamente, l'effetto di cause di non punibilità presenti al momento dei fatti; quanto la categoria della consuetudine internazionale abbia legittimazione come fonte, diretta o indiretta, del diritto penale in caso di gravi violazione di diritti umani. A tutti questi quesiti, si cerca di dare risposta evitando soluzione pregiudiziali, ma cercando di contemperare l'indubbia necessità di non lasciare impuniti crimini così gravi con quella, non meno rilevante, di continuare ad assicurare le fondamentali garanzie sostanziali e processuali che connotano il diritto penale moderno."

Includes bibliographical references (p. [209]-229) and index.

9788834888445


criminal law
diritto penale internazionale

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